Green pass e comunicazione: intervista con Tommaso Peduzzi, Head of Italy di Regiondo

Green pass e comunicazione: intervista con Tommaso Peduzzi, Head of Italy di Regiondo

Il Green Pass, documento disponibile in formato digitale e cartaceo, dotato di codice QR, è valido già dal 1 luglio come “EU Digital Covid certificate”, permettendo a chi ne è in possesso di spostarsi in tutti i paesi dell’Unione Europea e dell’area Schengen.

Dal 6 agosto il Green Pass sarà obbligatorio anche in Italia per accedere a numerose attività del tempo libero tra cui spettacoli all’aperto, musei, parchi tematici e divertimento, centri ricreativi, centri termali, eventi sportivi, concerti, fiere, congressi, ristoranti e bar al chiuso, cinema, teatri, palestre, piscine, quindi principalmente per tutte le attività svolte in luoghi chiusi​​.

La decisione è stata resa ufficiale dal Consiglio dei Ministri in data 22 luglio: il Green pass sarà ritenuto valido per tutti i cittadini che si saranno sottoposti ad almeno una dose di vaccino, a un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti, oppure dovranno essere guariti dal coronavirus da non più di sei mesi.

Se il Green Pass era già attivo in ottica di rilancio del turismo europeo, per la prima volta anche in Italia sono state inserite delle obbligatorietà in materia. Lo spirito di questa decisione è chiaro: spingere le persone a vaccinarsi per evitare chiusure e garantire misure di sicurezza sanitaria. Se tutto questo sarà necessario per garantire la prosecuzione della stagione estiva, gli operatori e le aziende dovranno adattarsi con il tempo a questo nuovo metodo di contenimento tramite il controllo dei requisiti.

È evidente come l’effetto di questo decreto sia prorompente anche sul settore del turismo, che tradizionalmente è quello che muove e fa incontrare persone, anche in luoghi chiusi come attività indoor e ricettività. Ci siamo confrontati e interrogati su questa nuova evoluzione del settore con Tommaso Peduzzi, Head of Italy Regiondo.

Quali sono e saranno secondo te i vantaggi, ma anche le difficoltà, nell’applicare il Green Pass europeo per il rilancio del turismo italiano?

Sicuramente la regola del Green Pass, nella sua visione generale aiuta a fornire delle regole del gioco chiare per tutti. La presenza di direttive lineari aiuta la percezione di fiducia del turista e lo incoraggia nella volontà di programmare le vacanze. Se prima del Green Pass viaggiare era associato a un rischio non solo sanitario ma anche di mera fattibilità di fare un viaggio, dubbi sui documenti da portare, incertezze e ripensamenti, oggi è il quadro diventa più chiaro. La difficoltà sta nell’armonizzare il tutto: se è vero che il Green Pass permette ai viaggiatori di spostarsi tra i vari paesi avendo completato il ciclo vaccinale da 14 giorni ed essendo in possesso di un tampone molecolare, è anche vero che in molti paesi questo sistema è ancora in fase di completamento. Le regole frammentarie e le peculiarità di ogni paese devono lasciare il passo a un quadro unitario: ci si augura che nel tempo questo avvenga, e il turismo in questo senso ne potrà beneficiare su vasta scala.

Come si dovranno adattare le aziende turistiche per attuare le nuove regole sul territorio italiano?

In Italia, il nuovo decreto di giovedì scorso ha messo un po’ in confusione alcuni operatori. Molti si lamentano di alcune disdette e cancellazioni per il mese di agosto, dato anche l’elevato costo dei tamponi per bambini e i ragazzi, che potrebbe gravare sulla spesa di una famiglia in vacanza. Se nella teoria questo nuovo modo di vivere la socialità nei luoghi al chiuso è condivisibile, è necessario fornire gli strumenti adeguati per permettere a tutti gli operatori tra cui i parchi divertimento, centri di sport indoor e ricettività di adeguarsi a questo nuovo sistema.

Ribadisco che tutto quello che porta una maggiore sicurezza e contiene il rischio di nuove ondate, permettendo la continuazione della stagione, può favorire una ripresa più duratura nell’autunno e inverno che ci aspettano. Così vale anche per gli eventi e i congressi, il cui Green Pass permetterà la loro programmazione su lungo termine.

Come partner, come può Regiondo aiutare le aziende nell’applicare questi nuovi requisiti?

Regiondo può supportare le aziende nella comunicazione, fondamentale in questi tempi. Il decreto non è in grado di entrare in ogni singola casistica e spesso il consumatore può sentirsi smarrito. Noi di Regiondo permettiamo al consumatore di trovare l’informazione di cui ha bisogno. Come? La comunicazione e trasparenza verso i consumatore può essere applicata tramite Regiondo con strumenti che aiutano ad automatizzare le informative, aggiornare le policy e comunicare nuove regole in modo chiaro e diretto in fase di prenotazione. Quindi Regiondo è in grado di supportare ambo i fronti: da un lato l’operatore, permettendogli di concentrarsi sul cliente, senza perdere enormi quantità di tempo a gestire e processare pratiche manuali, ma soprattutto il consumatore finale perché grazie a una comunicazione trasparente conosce quali sono i requisiti ed è più tranquillo.

Maggiore è il coefficiente di errore e maggiore è la probabilità che nascano dei contenziosi e gli aspetti non chiari possono tramutarsi in cancellazioni dell’ultimo minuto, richieste di rimborsi e così via. Regiondo previene tutto questo.

Come pensi che questo nuovo scenario si possa evolvere in futuro?

Sono positivo che si possano trovare degli standard e degli strumenti uguali per tutti, almeno nel contesto europeo. Con Regiondo abbiamo sempre appoggiato, dalla prima ondata pandemica, l’informazione e l’utilizzo di Regiondo come veicolo di maggior trasparenza nella comunicazione finale. Ci siamo confrontati con meet up e tavole rotonde con i nostri clienti e abbiamo fatto moltissimi aggiornamenti con i partner finali che andavano in questa direzione: un esempio virtuoso che abbiamo presentato è Safety First, l’incubatore di sicurezza di Mmove. Come Head of italy di Regiondo, posso assicurare che opereremo sempre in questa direzione, per garantire la sicurezza al primo posto.

Ci auguriamo, come azienda, che queste nuove regole possano equilibrarsi nel tempo per finalmente dare una visione a lungo termine a tutte le aziende e gli operatori che lavorano in questo settore.

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