Outdoor Roundtable – Trends & Safety: outdoor e sicurezza, il nuovo binomio vincente

turismo outdoor 2021

Si è appena concluso l’evento Outdoor Roundtable – Trends & Safety, che ha visto la partecipazione di oltre 100 operatori specializzati nel settore outdoor o interessati a questo segmento in costante espansione.

Regiondo ha proprio deciso di dedicare un confronto su questo mondo in risposta alle crescenti prenotazioni alimentate dal desiderio dei viaggiatori di vivere esperienze all’aria aperta, in modo sicuro e sostenibile.

Come già più volte ribadito, il turismo outdoor si rivela un segmento chiave per la rinascita del turismo e attraverso questa tavola rotonda Regiondo ha dato voce a tre panelisti che da anni si occupano di outdoor: XeniaPro, digital marketing agency specializzata nel mercato delle experience e content media partner di Regiondo, Sharewood, marketplace outdoor per il noleggio di attrezzatura sportiva e la prenotazione di esperienze e viaggi natura e avventura in Italia e nel mondo e Mmove, scuola di alpinismo e società di guide alpine per vacanze attive & outdoor.

turismo outdoor

La conclusione della tavola rotonda? Outdoor e sicurezza sono il nuovo binomio che guiderà il futuro del turismo, di prossimità e non, non solo in un’ottica passeggera ma di lungo termine. Il turismo outdoor per sua natura è già un turismo che rispetta la salute e il distanziamento, due fattori che caratterizzano la nostra nuova normalità. È per questo che gli operatori devono sfruttare al meglio tutte le opportunità in arrivo.

Durante l’evento sono stati sondati i trend che vanno di pari passo con il turismo outdoor, le leve di marketing per intercettarli e il valore intrinseco della sicurezza, proprio perché il turismo outdoor non si può improvvisare e necessita di preparazione e professionalità.

Scopriamo insieme i punti salienti dell’incontro.

La galassia variegata del mondo outdoor

Il mondo outdoor racchiude una galassia variegata di proposte e operatori specializzati di MTB & e-bike, trekking, percorsi avventura e arrampicata, escursioni a cavallo, skydiving & paragliding, sport fluviali (rafting & canyoning) e sport acquatici in generale (vela, windsurf, surf, SUP e kayak).

Per delimitare questo segmento ampio è utile far una premessa, ovvero l’Adventure Travel viene a esistere se sussistono le seguenti caratteristiche: attività fisica, componente naturale e immersione nella cultura locale di destinazione.

Fondamentale nell’eterogeneità fare un’ulteriore suddivisione tra nicchie outdoor. Come ha sottolineato Davide Valin di Xeniapro, il soft adventure travel è una pratica outdoor relativamente sicura, non richiede preparazione tecnica o esperienza pregressa. Si tratta della forma più comune e quella che presenta anche maggior concorrenza, per questo è importante nel marketing puntare sull’unicità, sul valore aggiunto dell’esperienza e sulla specializzazione. L’hard adventure travel include avventure più adrenaliniche, che necessitano di competenze tecniche e una propensione maggiore al rischio. Ed è proprio qui che entra in gioco la sicurezza e la comunicazione della professionalità dell’operatore.

Il target: chi è l’Adventure Traveler

Il profilo del turista outdoor si distingue per essere un viaggiatore consapevole, alla ricerca di realtà immersiva e di un’esperienza gratificante, per distaccarsi dalla routine digitale dopo tutti questi mesi trascorsi tra le mura di casa.

Analizzando l’anagrafica del turista outdoor si possono individuare tre sottogruppi:

  • Baby boomers, con età superiore ai 50 anni, si indirizzano verso avventure ricche di natura e cultura.
  • Millennials, nati negli anni ‘90, cercano esperienze attive nuove e instagrammabili, da vivere e raccontare.
  • Generazione Z, i più piccoli, scelgono attività più adrenaliniche e mostrano attenzione per la sostenibilità e per le comunità locali.

Il mercato europeo

Come ha ricordato Giulia Trombin di Sharewood, ci confrontiamo con un mercato strategico: il 19% degli europei opta per vacanze all’aria aperta, pari a 140 milioni. Il valore del mercato stimato al 2026 ammonta a 1.626,7 miliardi di dollari.

L’Europa, insieme al Nord America, rappresenta il bacino principale di provenienza dei turisti avventura e anche il continente in cui la presenza di operatori specializzati è capillare e sfaccettata.

I Paesi europei trainanti per la domanda del turismo outdoor sono Gran Bretagna (19% dei turisti avventura mondiali), Germania (12% del totale), Francia, a cui seguono Italia, Spagna, Paesi Bassi. Quest’estate i nostri paesi potrebbero beneficiare di una ripresa repentina del turismo europeo di prossimità, proprio perché molti turisti europei decideranno di rimanere nel proprio paese e in quelli confinanti piuttosto che intraprendere lunghi viaggi intercontinentali.

Considerando il nostro paese, durante l’evento è emerso in modo lampante che la pandemia abbia accelerato il trend outdoor: secondo uno studio dell’Osservatorio del Turismo Outdoor, il 49% degli italiani ha scelto vacanze open air nella breve stagione del 2020. Si stima che nel 2021 gli italiani che sceglieranno questo tipo di vacanze avranno una crescita del 26,2%”.

L’outdoor in corsa con prossimità, undertourism, sostenibilità e comunità

Nei Google trend la ricerca di “cose da fare nelle vicinanze” ha subito una crescita di ben sei volte. I viaggiatori ricercheranno sempre di più di riscoprire il territorio nei pressi di casa, prima di spingersi lontano. I viaggiatori cercheranno di raggiungere mete sempre più nei paraggi del proprio domicilio, facendolo con mezzi alternativi. La prossimità si lega anche al concetto di underoturism, ovvero un nuovo modo di viaggiare, che rivitalizza destinazioni meno note, in periodi non convenzionali. Il tutto beneficerà le comunità locali e la loro ripresa.

Digitalizzazione, booking window e prenotazioni online

L’incertezza e l’instabilità attuale porteranno alla crescita di prenotazioni last minute, effettuate online, spesso su mobile. Di conseguenza, la booking window si comprime sempre più e per gli operatori è necessario ridurre il cut-off time e ampliare, se possibile, le proprie disponibilità. In questo scenario la tecnologia e la digitalizzazione si rivelano i driver principale per evitare la cancellazione di prenotazioni per mancanza di disponibilità e rivolgere un’attenzione maggiore verso il cliente e le sue esigenze. E quindi di primaria importanza, per evitare processi lunghi e farraginosi, affidarsi a un sistema di prenotazione in toto, per digitalizzare e gestire in un unico posto le prenotazioni dirette e indirette, dal proprio sito web, e da altri canali distributivi come le OTA. In questo modo è possibile avere una gestione d’insieme, senza perdere il tempo più prezioso: quello da dedicare al cliente.

Outdoor e sicurezza: fattori e incentivi per il viaggio

Igiene e sicurezza sono due fattori determinanti e incentivi per la ripartenza. Chi comunicherà meglio questi due elementi verrà privilegiato. Proprio a parlare di questo tema è intervenuto Mauro Girardi di Mmove, con la presentazione di Safety first, incubatore di procedure di sicurezza in cui aziende e professionisti del settore condividono strategie per la prevenzione e gestione del rischio legati proprio all’attività outdoor.

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