Turismo enogastronomico: le Cooking Class come strumento per trasmettere il Made in Italy

turismo enogastronomico e cooking class

L’Italia è rimasta leader mondiale del turismo enogastronomico, e oggi più che mai, il Made in Italy, questo enorme retaggio e patrimonio che disponiamo, diventano ingredienti irrinunciabili delle vacanze sia d’italiani, che di stranieri. La nostra cucina affascina il mondo e le opportunità turistiche insite nei corsi cucina, più comunemente conosciute nel settore come cooking class, che siano online, offline, all’aperto o al chiuso, non perdono di appeal. In questo articolo sondiamo lo stato dell’arte del settore, analizzando le conseguenze e le tendenze di uno scenario decisamente diverso da quello a cui eravamo abituati in precedenza.

Cooking class e turismo enogastronomico: evoluzione della domanda (con e nonostante il Covid)

Nonostante il Covid, si registra un aumento degli stranieri, che in viaggio Italia, grazie al green pass, desiderano imparare la nostra cucina, dedicandosi a delle esperienze gastronomiche e rendendo i loro viaggi dei veri e proprio “culinary travel” itineranti. Dopo lo stop generalizzato causato dalla pandemia, aumenta sempre di più la quota di chi sceglie la propria destinazione in base all’offerta di eccellenze enogastronomiche locali, e alla possibilità di viverle in prima persona grazie alla professionalità di cuochi e maestri del gusto. Come puoi leggere da questo nostro articolo, non basta che ci sia la materia prima, ma la sfida è quella di dar vita a un’offerta turistica altamente specializzata.

Secondo il Rapporto sul settore da parte dell Associazione italiana turismo enogastronomico, l’interesse riguarda anche gli italiani. Con le parole del Sole 24 Ore: “Se prima del Covid era importante nella scelta della meta di viaggio per il 59% degli italiani, nel 2021 il dato è arrivato al 71% e riguarda tutte le generazioni. Oltre a degustare i cibi e il vino, si è interessati alla cultura enogastronomica sia quando si è in vacanza sia riguardo al proprio luogo di residenza. Il 70% degli italiani vorrebbe conoscere di più dell’enogastronomia del proprio paese”.

Le regioni privilegiate sono Sicilia, Emilia Romagna e Campania mentre le città di Napoli, Bologna e Palermo sono incluse tra i massimi desiderata. Anche la Toscana, grazie alla sua tradizione, viene apprezzata per i suoi servizi turistici rodati e solidi, principalmente dagli stranieri.

Le cooking class più richieste spaziano dalla pasta fatta in casa, alla più famosa pizza e focaccia e fino alla scuola di gelato. L’impostazione prevede una mattinata o un pomeriggio di corso frontale con professionisti e successiva degustazione di quello che si è preparato, per avere l’emozione di degustare un prodotto proprio dov’è nato. Può seguire la visita alle cantine, alla produzione casearia o al laboratorio del panettiere, oppure precedere anche un walking tour al mercato per la selezione dei prodotti, proprio per rivivere la tradizione.

Per quanto riguarda il profilo del turista, aumentano le richieste di coppie senza figli, ma è alta anche la quota dei senior, delle donne single e delle coppie con figli, grazie all’offerta dedicata a famiglie con laboratori didattici per bambini in azienda agricole. Un altro dato interessante è l’attenzione che le aziende rivolgono a questo tipo di eventi nel loro welfare: il 57% degli italiani ritiene stimolante svolgere eventi business, di formazione e team building che abbiano un focus sulla preparazione di un piatto tradizionale e che preveda l’unione delle forze per il suo raggiungimento.

Turismo enogastronomico: cooking class come strumenti di sostegno alle comunità locali

I viaggiatori che prenotano le cooking class sono sempre consapevoli, attivi, esigenti, innovativi e attenti ai temi della sicurezza e della sostenibilità. Questo nuovo slancio rende i partecipanti portavoce di un modello di turismo più virtuoso ed equilibrato, in un nuovo paradigma tra rurale e urbano, che contribuisce alla tutela delle risorse locali e del paesaggio, in un’ottica di destagionalizzazione.

La pandemia ha sicuramente modificato le aspettative di un consumatore, che vuole vivere da protagonista le esperienze a diretto contatto con la natura. Da qui nasce l’esigenza di “mettere le mani in pasta” e diventare parte di una comunità e di una tradizione. A ciò si aggiunge anche la volontà del viaggiatore di dare il proprio piccolo contributo al tessuto commerciale e culturale locale per sostenere la ripresa.

Cooking class online e neverending tourism

Proprio per assicurare questo patrimonio nel tempo, durante il Covid sono esplose le possibilità di partecipare anche a cooking class online. Le esperienze digitali sono stati un trampolino per tutti i fornitori di esperienze interessati ad accedere al mercato estero prima della reale possibilità di ospitare cliente stranieri, ma soprattutto anche per sviluppare un nuovo prodotto, digitale, e destinato a rimanere nell’inventario nel tempo.

La digitalizzazione offre ancora adesso ampie un’opportunità per le i fornitori di cooking class, perché forniscono un ritorno in termini di visibilità della destinazione, creando continuità tra eventi in presenza ed eventi online.

Allo stesso le cooking class e il turismo enogastronomico si lega perfettamente a quello che conosciamo come neverendig tourism. Il viaggiatore ricerca un’esperienza che continui nel tempo, cercando di prolungare la cooking class tramite l’offerta online di quello che ha esperito. Ci sono infatti grandi opportunità di vendere i prodotti o gli ingredienti di una ricetta tipica, facendo continuare l’esperienza in loco o la cooking class digitale dotandosi di un e-commerce, un negozio virtuale attraverso il quale vendere direttamente i propri prodotti.

Dopo queste riflessioni, ti starai chiedendo sicuramente da dove iniziare per dare vita a cooking class di successo. Scopri come Regiondo può esserti utile per snellire tutto il processo di prenotazione per le tue cooking class reali e virtuali!

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